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Tag: obesità

Binge Eating Disorder, il disturbo da alimentazione incontrollata

Il Binge Eating Disorder, conosciuto come BED o disordine da alimentazione incontrollata, è un disturbo alimentare caratterizzato dal consumo di grandi quantità di cibo in un discreto periodo di tempo, con sensazione di perdita di controllo, a cui susseguono forti sensi di colpa, disgusto e disagio verso se stessi e il proprio comportamento. E’ un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione presente nel Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali (DSM-5) e decritto come categoria diagnostica distinta dagli altri disordini alimentari.

L’insorgenza avviene tipicamente nella tarda adolescenza, spesso a seguito di una significativa perdita di peso ottenuta tramite una restrizione dietetica. Numerosi studi suggeriscono una forte associazione tra adolescenti in sovrappeso/obesi e BED e perdita di controllo nel mangiare. Mentre il Binge Eating è un fattore di rischio per l’obesità in bambini e adolescenti, in maniera reciproca il sovrappeso e l’obesità possono allo stesso modo aumentare il rischio di Binge Eating.

Ciò che caratterizza il BED sono gli episodi di abbuffata, che devono essere presenti almeno una volta a settimana per un mese, i quali non sono seguiti da comportamenti compensatori inappropriati, volti a ridurre i “danni” provocati dall’assunzione incontrollata di cibo. L’abbuffata è determinata dalla presenza di due caratteristiche: da una parte l’assunzione, in un periodo di tempo limitato, di grandi quantità di cibo che sono indiscutibilmente maggiori di quelle che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso arco di tempo e in condizioni simili, e dall’altro un senso di perdita di controllo nei confronti dell’atto di mangiare. Per esempio, sentire di non poter smettere di assumere cibo o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando. E’ soprattutto quest’ultimo aspetto a distinguere l’abbuffata dall’alimentazione quotidiana eccessiva o dalla semplice indulgenza.

I primi momenti dell’abbuffata possono anche essere piacevoli, momenti in cui il gusto e la composizione dell’alimento sono apprezzati. Con il passare dei minuti, però, queste sensazioni vengono sostituite da forte sofferenza psicologica, forte disagio e autoaccusa, senza riuscire a smettere di mangiare. La velocità con la quale si assume il cibo è così alta che la masticazione è appena accennata e l’atto del mangiare si riduce a riempire la bocca e deglutire in maniera meccanica.

Lo stato d’animo è particolarmente agitato, non si riesce a stare fermi o a resistere al desiderio di mangiare avidamente questo o quell’alimento, non importa se dolce o salato, si arriva a mangiare tutto ciò che si ha a disposizione in quel momento pur non avendo alcun senso di fame. Per questo motivo l’abbuffata è definita “compulsiva”. Talvolta si esce appositamente per fare la scorta e programmare la prossima abbuffata, possibilmente in segreto, lontano da altri occhi. Spesso si ricorre a notevoli sotterfugi, come mangiare normalmente in compagnia dei genitori e amici, per tornare poi a mangiare avanzi in modo furtivo e tenendo nascosto questo comportamento alterato per vergogna.

La sensazione descritta durante questi episodi è di essere in uno stato di trance, cioè in un alterato stato di coscienza: vivere l’episodio da spettatore piuttosto che da protagonista. La perdita del controllo può variare notevolmente da individuo ad individuo e può essere avvertito anche prima di iniziare a mangiare. Da altri è descritto come un’evoluzione graduale dal momento in cui ha inizio l’abbuffata. Da altri ancora è avvertito all’improvviso, solo dopo essersi resi conto aver mangiato troppo. L’atto di abbuffarsi giunge alla conclusione solo quando si ha una sensazione dolorosa di pienezza.

Con il passare del tempo e il perpetuarsi di questi episodi di abbuffata, il rischio cui si va incontro è convincersi della loro inevitabilità, costruendo in questa maniera una profezia che si auto adempie. A ciò segue sempre disgusto di sé, depressione o intensa colpa dopo aver mangiato troppo, senza però la messa in atto di comportamenti compensatori come vomito autoindotto, praticare un’eccessiva attività fisica o abusare di lassativi e/o diuretici (tipici invece nella Bulimia Nervosa).
Il livello di gravità è definito sulla base del numero di episodi di abbuffata che occorrono durante la settimana.

Spesso gli adolescenti in sovrappeso/obesi per far fronte all’insoddisfazione verso se stessi, il peso e la forma del corpo, adottano come soluzione quella di iniziare una dieta fai da te, fortemente restrittiva, che consiste nell’evitare alcuni alimenti, ridurre visibilmente le porzioni o addirittura saltare alcuni pasti, in autonomia, senza interpellare i genitori o chiedere aiuto ad un Nutrizionista. Questi atteggiamenti possono indurre un forte senso di deprivazione che può essere avvertito sia dal punto di vista fisiologico che cognitivo e che può scaturire l’insorgere del fenomeno dell’abbuffata. E’ solo quando s’inizia a interrompere questo circolo vizioso mangiando regolarmente, che gli impulsi ad abbuffarsi regrediscono fino a seguire un’alimentazione equilibrata sia nella quantità che nella qualità dei pasti.

Il trattamento più efficace nel contrastare questo disordine è attraverso una terapia psiconutrizionale interdisciplinare, che prevede l’intervento di differenti figure professionali (Nutrizionista e Psicologo Psicoterapeuta) e una collaborazione reciproca al fine di determinare con il tempo un’importante diminuzione fino alla scomparsa delle abbuffate e acquisire gli strumenti necessari alla ripresa di un rapporto sereno ed equilibrato con l’alimentazione.

 

Bibliografia:
– Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali, DSM-5
– He, Jinbo, Zhihui Cai, and Xitao Fan. “Prevalence of binge and loss of control eating among children and adolescents with overweight and obesity: An exploratory meta‐analysis.” International Journal of Eating Disorders 50.2 (2017): 91-103.
– Caviglia, G., and F. Cecere. “I disturbi del comportamento alimentare.” Carocci Faber (2007).

La prima colazione: al mattino un appuntamento con la salute!

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, allora meglio iniziare con una buona colazione! È il pasto più importante della giornata ed è fondamentale per la salute del nostro organismo. Nonostante ciò, una buona percentuale della popolazione è solita saltarla. Talvolta, per via dei ritmi di vita frenetici o per mancanza di tempo si pensa che saltare la colazione o prendere un solo caffè sia sufficiente, invece è stato riportato in diversi studi che dedicare il tempo necessario al consumo di un pasto completo dei giusti alimenti riduce il rischio d’insorgenza di patologie cardio-metaboliche come obesità, diabete e alterato profilo lipidico in bambini e adulti (leggi anche L’alimentazione prima e durante la gravidanza: i consigli dell’esperto).

Perché la colazione è così importante?

Una prima colazione sana e completa di tutti i macro e micronutrienti fornisce all’organismo l’energia necessaria a permettere al corpo e al cervello di ripartire al meglio. Durante il riposo notturno si instaura una condizione di digiuno che determina l’utilizzo delle riserve di glucosio (zucchero), che al risveglio sono in fase di esaurimento. Se queste non vengono prontamente ristabilite si va incontro ad un meccanismo di compensazione che induce principalmente l’utilizzo delle proteine muscolari, ed in minor quantità dei grassi di riserva, per produrre energia.

Il digiuno mattutino comporta difficoltà di concentrazione, a scuola o durante le prime ore lavorative, e il successivo consumo di un pranzo abbondante che può condizionare negativamente anche il rendimento pomeridiano a causa dell’eccessivo impegno digestivo. Un pasto nutriente al mattino aiuta ad aumentare il senso di sazietà durante tutto il giorno, favorendo la regolarità dei pasti, e contribuisce a risvegliare il metabolismo donando quella sferzata di energia necessaria ad affrontare la giornata con il giusto spirito.

Cosa dicono gli studi?

È stato ampiamente dimostrato che chi salta questo importante appuntamento con la salute ha più difficoltà a controllare il proprio peso e tende ad adottare abitudini alimentari e di vita scorrette (come una dieta povera di macro e micronutrienti e un eccessivo consumo di alcol e fumo), che comportano l’insorgenza di patologie croniche.

Uno studio di follow-up pubblicato su BMC Public Health e condotto su bambini afferenti ad una scuola primaria riporta che a distanza di un anno coloro che erano soliti saltare la prima colazione si trovavano in una condizione di sovrappeso con aumentata adiposità addominale rispetto ai compagni che tutte le mattine consumavano un pasto competo.

Un altro studio, condotto invece su adulti e pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, dimostra che coloro che saltavano regolarmente la prima colazione avevano in generale uno stile di vita meno sano con un aumentato rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. I partecipanti che saltavano la colazione avevano inoltre, in media, una circonferenza della vita più ampia, un maggior indice di massa corporea, pressione del sangue più elevata e livelli di lipidi e glucosio più alti nel sangue.

Qual è la colazione ideale?

Innanzitutto il primo pasto della giornata deve essere un momento piacevole di ritrovo familiare, da consumare senza fretta, o più semplicemente un momento da dedicare a se stessi prima di affrontare gli impegni di tutti i giorni. La colazione ideale può essere sia dolce che salata, l’importante è che sia nutriente e bilanciata. In Italia la tendenza generale è quella di mangiare cibi dolci di prima mattina, quindi una colazione sana ed equilibrata può essere composta da una tazza di latte, un vasetto di yogurt o una spremuta di frutta fresca di stagione accompagnati da pane integrale con marmellata 100% frutta o dei cereali misti integrali con frutta secca (muesli) o un dolce da colazione fatto in casa con ingredienti genuini. Come per il pranzo e la cena, variare ogni mattina gli alimenti invoglia l’appetito e rende la colazione più appetitosa e gustosa!

Bibliografia:

1) TRAUB, Meike, et al. Skipping breakfast, overconsumption of soft drinks and screen media: longitudinal analysis of the combined influence on weight development in primary schoolchildren. BMC public health, 2018, 18.1: 363.

2) UZHOVA, Irina, et al. The importance of breakfast in atherosclerosis disease: insights from the PESA study. Journal of the American College of Cardiology, 2017, 70.15: 1833-1842.