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Che cosa sono i DNA

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA): cosa sono e come riconoscerli

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (noti anche come DNA) sono condizioni psicologiche complesse che influenzano il comportamento alimentare e il modo in cui una persona percepisce il proprio corpo. Non si tratta solo di “problemi con il cibo”, ma di veri e propri disturbi mentali con forte impatto sulla salute fisica e psicologica.

In Italia, si stima che oltre 3 milioni di persone soffrano di un disturbo alimentare. A livello globale, i casi sono in crescita costante. Dopo la pandemia, si è registrato un aumento del 30-35% dei nuovi casi e un abbassamento dell’età di esordio: bambini di 8-9 anni manifestano sintomi un tempo tipici dell’adolescenza.

Quali sono i principali disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA)?

Secondo il DSM-5, i disturbi principali includono:

Anoressia Nervosa (AN)

Caratteristiche principali:

  • Restrizione alimentare estrema
  • Intensa paura di ingrassare
  • Percezione distorta del corpo (si vedono in sovrappeso anche se sottopeso)
  • Sottopeso significativo

Sottotipi:

  • Restrittivo: dieta rigida, digiuno prolungato, attività fisica eccessiva
  • Binge/Purge: abbuffate seguite da comportamenti compensatori (vomito, lassativi, iperattività fisica)

Anoressia Nervosa Atipica (AN-A)

Caratteristiche:

  • Stessi sintomi psicologici dell’AN classica
  • Peso corporeo nella norma o elevato
  • Spesso si verifica in persone che partivano da condizioni di sovrappeso

Bulimia Nervosa (BN)

Caratteristiche:

  • Abbuffate oggettive (assunzione di grandi quantità di cibo in poco tempo)
  • Comportamenti compensatori: vomito, lassativi, attività fisica eccessiva
  • Forte preoccupazione per peso e forma del corpo
  • Peso generalmente nella norma o sovrappeso

Disturbo da Binge-Eating (BED)

Caratteristiche:

  • Abbuffate ricorrenti senza comportamenti compensatori
  • Sensazioni di perdita di controllo, vergogna e senso di colpa
  • Tendenza all’aumento di peso e disagio psicologico

 

Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo (ARFID)

Caratteristiche:

  • Alimentazione selettiva o evitante non legata a peso o immagine corporea
  • Esordio prevalentementein età scolare
  • Può causare malnutrizione e ritardo della crescita

Sottotipi

  • Disinteresse per il cibo: poco appetito o scarso interesse verso il mangiare. Il cibo viene percepito come non piacevole o non necessario.

  • Evitamento sensoriale: rifiuto di cibi con determinate caratteristiche sensoriali (odore, consistenza, colore, temperatura o gusto).

  • Paura delle conseguenze: evitamento legato alla paura di stare male, vomitare, soffocare o avere altre reazioni fisiche negative dopo aver mangiato.

Altri disturbi alimentari specificati e non specificati

Caratteristiche:

  • Sintomi misti o sottosoglia rispetto alle categorie principali
  • Non rientrano pienamente nei criteri del DSM-5
  • Possono comunque avere un impatto clinico significativo

Perché è importante parlarne?

I disturbi alimentari non riguardano solo il cibo: coinvolgono emozioni, relazioni e autostima. Spesso coesistono con altri disturbi psicologici come ansia, depressione e comportamenti autolesivi.
Senza un trattamento adeguato, possono causare danni gravi alla salute (problemi cardiaci, osteoporosi, infertilità) e, nei casi più gravi, anche la morte.

Fattori di rischio dei DNA

Non esiste un rapporto causa effetto tra specifici fattori di rischio e lo sviluppo di un DNA, ma possono essere correlati a una combinazione di fattori, come per esempio:

Fattori biologici e genetici

  • Familiarità con disturbi alimentari
  • Alterazioni neurochimiche (es. serotonina, dopamina)

Fattori psicologici

  • Perfezionismo
  • Bassa autostima
  • Difficoltà nella gestione delle emozioni
  • Disagio rispetto al corpo e ai cambiamenti ad esso legati

Fattori ambientali e socioculturali

  • Pressione sociale e mediatica
  • Ideali di magrezza irrealistici
  • Dinamiche familiari complesse

Eventi traumatici

  • Lutti
  • Bullismo
  • Abusi
  • Eventi inattesi

Quali sono i campanelli d’allarme

Campanelli d’allarme dei disturbi alimentari: come riconoscerli

I campanelli d’allarme dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) possono essere inizialmente poco visibili, ma è fondamentale riconoscerli in tempo per intervenire. I segnali precoci coinvolgono spesso abitudini alimentari, comportamenti emotivi ed aspetti fisici.

Cambiamenti nelle abitudini alimentari

  • Restrizione o eliminazione di cibi ed interi gruppi alimentari
  • Alimentazione eccessiva o abbuffate ricorrenti
  • Salto frequente dei pasti e/o preoccupazioni legate al momento del pasto
  • Interesse improvviso per diete drastiche o non bilanciate (es. dieta vegana o vegetariana non supervisionata)
  • Senso di colpa dopo aver mangiato

Ossessione per peso e forma del corpo

  • Controllo frequente allo specchio o con la bilancia
  • Uso di abiti larghi per nascondere il corpo
  • Conversazioni ripetute su peso, calorie, magrezza

Alterazioni emotive e comportamentali

  • Isolamento sociale e ritiro dalle attività
  • Ansia, irritabilità, tristezza
  • Interesse eccessivo per cucina o attività fisica
  • Evitamento di pasti in compagnia

Segnali fisici

  • Cambiamento repentino del peso corporeo
  • Stanchezza cronica
  • Insonnia e difficoltà di concentrazione
  • Capogiri, vertigini
  • Irregolarità del ciclo mestruale

Cosa fare se sospetto un DNA

Cosa fare se si sospetta un disturbo alimentare

I disturbi alimentari influiscono sul rapporto con il cibo, ma anche sul benessere emotivo e psicologico. Intervenire subito può fare la differenza. Ecco cosa fare, a seconda del ruolo che ricopri.

Se sospetti di avere un disturbo alimentare

Hai difficoltà con il cibo, il peso o la tua immagine corporea? Se questi pensieri influenzano la tua vita quotidiana, è importante chiedere aiuto.

Cosa puoi fare:

  • Non minimizzare il problema: i disturbi alimentari non sono capricci o mancanza di forza di volontà.
  • Parla con qualcuno di fiducia: un amico, un familiare, un insegnante.
  • Consulta un medico di base o pediatra: può indirizzarti verso un percorso specialistico.
  • Rivolgiti a uno specialista (psicologo, psichiatra o nutrizionista esperto in disturbi alimentari).

Consulta i nostri professionisti

Se sospetti che un amico soffra di un disturbo alimentare

Il tuo supporto può essere fondamentale. Se noti comportamenti sospetti (restrizione, abbuffate, ossessione per il peso, isolamento), prova a:

  • Parlare con empatia: “Ti vedo preoccupato, vuoi parlarne?”
  • Evita giudizi e commenti su peso o aspetto fisico
  • Non sostituirti a un terapeuta: offri ascolto e vicinanza
  • Incoraggialo a cercare aiuto, magari accompagnandolo

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Se sospetti che un familiare soffra di un disturbo alimentare

È difficile vedere un familiare in difficoltà, ma agire con calma può fare la differenza.

Come intervenire in famiglia:

  • Osserva cambiamenti: pasti evitati, esercizio fisico ossessivo, sbalzi d’umore
  • Affronta l’argomento con delicatezza e ascolto
  • Evita conflitti o commenti negativi su peso o cibo
  • Crea un ambiente di sostegno e collaborazione familiare
  • Chiedi supporto a un professionista esperto o centro specializzato

Consulta i nostri professionisti

Se sei un insegnante, educatore o allenatore

Se unə allievə mostra segnali di disagio o ti ha chiesto aiuto, puoi fare riferimento alle linee guida FARO.
Consulta le Linee Guida F.A.R.O

Come cercare aiuto professionale

I disturbi alimentari sono complessi e richiedono un intervento specializzato e multidisciplinare. In Italia esistono centri e servizi dedicati, per tutte le fasce d’età e livelli di gravità.

Cerca un professionista Demetra

Accedi alla piattaforma nazionale per i disturbi alimentari – ISS

Cosa fare in caso di diagnosi di DNA

Cosa succede dopo la diagnosi di un disturbo alimentare?

Dopo una valutazione accurata, se viene diagnosticato un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), viene proposta una presa in carico multidisciplinare, ovvero un percorso di cura seguito da un’équipe di professionisti che lavorano insieme in modo integrato.

Il trattamento viene sempre adattato in base alla gravità del disturbo, all’età della persona e al contesto (istituzionale o privato). In ogni caso, secondo le principali linee guida internazionali (NICE, 2004; APA, 2006), è raccomandato un approccio interdisciplinare centrato sulle reali necessità del paziente.

Livelli di cura e contesti terapeutici

Il trattamento può svolgersi in:

  • Contesti istituzionali (es. servizi pubblici, centri specialistici del SSN)

  • Contesti privati (studi clinici, centri privati convenzionati o accreditati)

Entrambe le opzioni possono offrire un percorso efficace, purché sia garantita la collaborazione tra medico, psicoterapeuta, nutrizionista e psichiatra.

Tipologie di intervento nel trattamento dei disturbi alimentari

Intervento psicofarmacologico

In alcune situazioni più complesse, può essere indicata una terapia farmacologica a supporto della cura. Questa opzione viene sempre valutata con attenzione, ed è proposta come ultima risorsa per:

  • Ridurre ansia o depressione che ostacolano il trattamento

  • Migliorare la stabilità emotiva

  • Favorire la collaborazione del paziente al percorso terapeutico

Il monitoraggio psichiatrico è fondamentale per garantire la sicurezza e l’efficacia del trattamento.

Psicoterapia individuale

La psicoterapia individuale è uno degli strumenti principali nella cura dei disturbi alimentari. Non si concentra solo sul sintomo alimentare, ma lavora più in profondità sul disagio emotivo e relazionale.

Attraverso un percorso di psicoterapia, la persona può:

  • Comprendere le cause del proprio disagio

  • Acquisire strumenti per affrontare ansia, controllo, perfezionismo

  • Costruire un nuovo equilibrio personale e relazionale

Psicoterapia familiare

La psicoterapia familiare è considerata l’intervento prioritario in infanzia e adolescenza. Il coinvolgimento dei familiari è fondamentale per favorire il processo di cura, soprattutto in bambini e adolescenti.

Obiettivi principali:

  • Riconoscere il significato simbolico e relazionale del sintomo alimentare

  • Favorire una comunicazione più efficace nel nucleo familiare

  • Supportare i genitori nel gestire le dinamiche emotive e relazionali

  • Rafforzare il ruolo della famiglia come risorsa nella guarigione

Intervento nutrizionale

La riabilitazione nutrizionale è una parte essenziale del trattamento dei disturbi alimentari. È sempre calibrata in base alle esigenze della persona, tenendo conto di storia clinica, stile di vita e obiettivi terapeutici.

Basata sul modello dell’alimentazione mediterranea e sul concetto di educazione alimentare, mira a:

  • Ricostruire un rapporto sano e consapevole con il cibo

  • Correggere abitudini disfunzionali

  • Promuovere scelte alimentari equilibrate e sostenibili

  • Favorire uno stile di vita sano, che integri corpo, mente e relazioni

L’intervento viene sempre coordinato con gli altri professionisti del team (medico, psicoterapeuta, psichiatra), valorizzando l’approccio integrato alla salute.

Consulta i nostri professionisti sul territorio (LINK ALLA RETE)

Perché è importante l’intervento multidisciplinare?

Trattare un disturbo alimentare in modo efficace significa agire contemporaneamente su più livelli: biologico, psicologico, nutrizionale e relazionale. Solo un’équipe formata e coordinata può accompagnare la persona verso un percorso edi cura e ripresa.

Domande Frequenti (FAQ)

Quali sono i segnali di un disturbo alimentare?
 I segnali più comuni includono restrizione o eccesso di cibo, ossessione per il peso, isolamento sociale e sintomi fisici come modifica repentina del peso e stanchezza. Se vuoi approfondire clicca qui (link ai campanelli d’allarme)

Come viene diagnosticato un disturbo alimentare?
 La diagnosi si basa su criteri clinici (DSM-5) e viene effettuata da un’équipe di professionisti attraverso una valutazione medica e psicologica.

Chi posso contattare se penso di avere un disturbo alimentare?
 Puoi rivolgerti a uno psicologo, psichiatra o nutrizionista esperto in disturbi alimentari, oppure a un centro specializzato. Sul nostro sito trovi un elenco di specialisti sul territorio. Se vuoi approfondire clicca qui (link a “cosa fare se sospetto un DA”)

I disturbi alimentari si possono curare?
 Sì. Con un trattamento multidisciplinare – medico, psicologico e nutrizionale – è possibile affrontare il disturbo e costruire un nuovo equilibrio.

La terapia prevede l’uso di farmaci?
 Solo in casi selezionati. I farmaci sono considerati un supporto temporaneo per facilitare l’adesione al trattamento e ridurre ansia o depressione.

Come faccio a capire se io o qualcuno vicino a me ha un disturbo alimentare?
Potresti notare cambiamenti nel modo di mangiare, nel rapporto con il cibo o con il corpo. Per esempio: saltare pasti, mangiare troppo o troppo poco, pensare spesso al peso, evitare cene con amici o familiari. Se vuoi approfondire clicca qui (link a “Cosa fare se sospetto un DNA”)

Chi può aiutarmi se penso di avere un problema con il cibo?
 Puoi parlarne con una persona di fiducia: un genitore, un insegnante o un medico. Non devi affrontare tutto da solo. Ci sono professionisti preparati che possono aiutarti. Se vuoi approfondire clicca qui (link a “Cosa fare se sospetto un DNA”)

E se è un mio amico o un familiare ad avere un disturbo alimentare?
 Prova a parlarne con gentilezza, senza giudicare. Puoi dire: “Ti vedo un po’ cambiato, vuoi parlarne?” Anche solo ascoltare è già un aiuto importante. E se serve, accompagna quella persona da un adulto o da un professionista. Se vuoi approfondire clicca qui (link a “Cosa fare se sospetto un DNA”)

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